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di Alessandro Conti Puorger
 
 

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SEGNI POLIFUNZIONALI
Nello studio dei testi delle antiche Sacre Scritture prodotte in ebraico e in aramaico è spesso importante raffrontare le traduzioni che si stanno esaminando con i testi in lingua originale, perché pur se il traduttore fosse ineccepibile le traduzioni comunque perdono molti aspetti intimamente connessi ai segni con cui furono scritti.
In primis, con le traduzioni non si coglie il mondo della numerologia operante in tali Scritture, come pure non emerge l'affascinante apporto d'icona che hanno le singole lettere di quell'alfabeto che portano a pensieri collaterali, "midrashici" e parabolici che non si destano con le traduzioni e che invece potrebbero spesso aiutare ad aprire la mente a paralleli che chiarificano meglio o addirittura hanno mosso lo stesso argomento.

Per quanto riguarda l'aspetto d'icona e i significati grafici delle singole lettere, con la possibilità di usare tale proprietà in una lettura per decriptazione di quei testi atta a conseguire pagine di secondo livello profetiche sul Messia, tanti sono gli articoli in questo mio Sito che ne parlano e ne dimostrano la fattibilità e i risultati, tra cui cito:

Per l'aspetto numerologico è da ricordare che nell'ebraico a ciascuna delle 22 consonanti costituenti tutte e sole le lettere di tale alfabeto corrisponde anche un numero; da qui la "gimatria" che è il sistema di numerologia ebraico che assegna valori numerici a parole o frasi.
In tale ambito è opinione consolidata che parole e/o frasi con stesso valore siano correlabili per qualche proprietà in comune, da ricercare.

Riporto il segno delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico/aramaico con sotto il numero della lettera nella progressione alfabetica e sotto ancora il valore numerico attribuito alla lettera stessa dalla "gimatria".
Come ho evidenziato le lettere si possono dividere in tre gruppi con valore numerico di una sola cifra, quindi da 1 a 9, di due cifre, da 10 a 90, e di tre cifre tra il 100 e il 400.


La forma finale di tali lettere è stata abbozzata con forma vicina all'attuale al ritorno dall'esilio babilonese e ricordo che a fine parola cinque lettere mutano nel seguente modo =; =; =; =; =, ma questo uso è tardivo, rispetto ai testi antichi.
Accade così che a ogni parola ebraica è associabile il numero somma dei valori numerici delle singole lettere che lo formano.
La somma dei valori numerici delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico, com'è facilmente verificabile. È pari a 45+450+1000 = 1495.
Si definisce poi numero sintesi la somma delle cifre delle lettere della parola, somma delle cifre che può variare da 1 a 9.
Esistono, quindi, di fatto, in base a tali numeri sintesi 9 categorie in cui è classificabile la realtà.

Ad esempio se ci si riferisce a quel 1495 il numero sintesi di tutto l'alfabeto è il n 1, infatti, 1+4+9+5 = 19, ma 1+9 = 10, quindi il risultato sintesi è 1 corrispondente alla dimensione della lettera che secondo la tradizione rappresenta il suo "Creatore" che ha donato il codice di quella scrittura sulle Tavole dell'Alleanza, come chiaramente precisa la Torah:
  • Esodo 32,16 - "Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole."
  • Esodo 34,11 - "Poi il Signore disse a Mosè: Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate."
È poi da considerare che hanno lo stesso numero sintesi col valore:
  • da 1 a 4, i gruppi di 3 lettere, n 1 ; n 2 ; n 3 ; n 4 ;
  • da 5 a 9, i gruppi di 2 lettere, n 5 ; n 6 ; n7 ; n 8 ; n 9 .
A ciascuna lettera poi si può associare anche il numero costituito dalla somma del valore delle lettere del proprio nome.

In tale accezione ad esempio la lettera ha il valore di 111 visto che il suo nome è "'alef" = ( = 80) + ( = 30) + ( = 1) = 111 il che, per traslato, porta il pensiero alla SS Trinità... uno in tre persone.

La "gimatria" era un sistema molto usato anche ai tempi dei Vangeli e degli altri scritti del Nuovo Testamento in cui vari sono i cenni che fanno comprendere come tale idea fosse ben evidente nell'immaginario degli autori.

A tale proposito sono da ricordare il numero 14 ripetuto tre volte nella genealogia di Gesù nel Vangelo di Matteo 1,1-17 che sottende il valore somma delle lettere del nome di David (4+6+4), i 153 grossi pesci del Vangelo di Giovanni nella pesca miracolosa dopo la risurrezione, i numeri 666 - 144.000 e i 7 sigilli, numeri tutti questi ultimi citati nell'Apocalisse di Giovanni.

Non basta, pensiamo poi al termine di "Pesach" , il nome in ebraico della nostra Pasqua, che in ebraico significa "passaggio", nome della festa della prima luna piena di primavera, la prima delle tre grandi feste bibliche o "feste di pellegrinaggio insieme a "Shavuot" - Pentecoste e a "Succot" - Capanne.

Quel significato di passaggio è fatto derivare dal versetto Esodo 12,23: "Il Signore passerà per colpire l'Egitto, vedrà il sangue sull'architrave e sugli stipiti: allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire."

In effetti, quel "passare oltre" è un "salterà" la porta.
Il radicale, infatti, indica un "camminare saltellando, zoppicando", come in Isaia 33,23, ove dice: "gli zoppi (pisechim ) faranno un ricco bottino."

Agli ebrei "Pesach", anche nota col nome di "Hag ha-matzot" - "festa delle azzime", ricorda la liberazione dalla schiavitù d'Egitto.
Per tutta la sua durata, dal 15 al 21 di Nisan (ma otto giorni in Diaspora) gli ebrei osservanti non mangiano pane lievitato, ma solo "matzah" (pane non lievitato, fatto solo di farina ed acqua) in ricordo del pane mangiato in schiavitù e durante la cena della notte tra il 14 e il 15 di Nisan bevono 4 coppe di vino come stabilito dall'ordinamento ("Seder"), della festa.
Ai cristiani la Pasqua ricorda il giorno della risurrezione di Gesù ed è l'evento centrale nelle celebrazioni eucaristiche in cui si fa memoriale dell'ultima cena e si rinnova il mistero pasquale con la transustanziazione del pane azimo e del vino nel corpo e sangue di Cristo.

Orbene, il numero connesso alle lettere ebraiche di "Pesach" è 148.

= ( = 8) + ( = 68) + ( = 80) = 148

Accade che allo stesso numero 148 si perviene se si sommano i valori numerici delle lettere ebraiche del pane, ossia "lachem" e del vino, "yain" ; infatti:


Questo fatto consolida il pensiero sullo stretto legame del Gesù storico con la tradizione ebraica del tempo, colta poi dagli evangelisti.
La mia curiosità sulle lettere ebraiche mi ha portato a guardare anche nel campo di testi collaterali alla Tenak e al Talmud, quindi in quelli della "Qabalah" o "Qabbalah" ossia della "tradizione" ebraica.
Nell'ambito di tale tradizione, il "Sēpher Y??îr&âh", - "Libro della formazione" o "Libro della Creazione", testo antico e misterioso, è ritenuto opera seconda solo al Talmud.
La prima redazione, infatti, è fatta risalire al II secolo d.C. come quella dei primi scritti del Talmud.
Quel "Sēpher" dichiara che con quelle 22 lettere fu creato il mondo e indica collegamenti di queste con aspetti astronomici e astrologici, inoltre le divide le in tre gruppi.

3 lettere dette "madri", che indico in rosso sulla serie alfabetica.


Queste tre lettere sono relative al Nome "Shem" dell'Unico Creatore, origine di tutto ciò che esiste.
Con tali lettere si formano le parole madre "'am" e fuoco "'esh" nonché concetti come distruzione = , salvare () e sposa ().
  • "'Aleph" è la prima delle tre lettere "madri".
    È la 1a della serie alfabetica.
    Il valore numerico è 1.
    La lettera rappresenta Dio creatore.
    Il suo soffio è origine di tutto e la lettera che si legge come un sospiro è legata all'aria.
  • "Mem" è la seconda delle tre lettere "madri".
    È la 13a della serie alfabetica.
    Il valore numerico è 40.
    Essa è legata all'acqua.
    Rappresenta l'immanenza di Dio nella creazione.
  • "Shin" è la terza delle tre lettere "madri".
    È la 21a della serie alfabetica.
    Il valore numerico è 300.
    Essa è legata al fuoco e graficamente ricorda le fiamme.
    Rappresenta l'azione divina che rende puro.
Il numero "gimatrico" dell'insieme delle tre lettere madri è 1+40+300 = 341.
Il relativo numero sintesi è 8, numero che ricorda la pienezza e collega con le realtà eterne e l'infinito.

7 lettere , che indico in azzurro sulla serie alfabetica
che quel testo collega ai pianeti.
  • "bet" con la Luna;
  • "gimel" con Marte;
  • "dalet" con Sole;
  • "kaf" con Venere;
  • peh" con Mercurio;
  • "resh" con Saturno;
  • "tav" con Giove.
Il numero "gimatrico" dell'insieme di queste sette lettere è 709 e il relativo numero sintesi è 7, numero che ricorda i mitici 7 cieli.

12 lettere, le restanti, vengono associate ai segni zodiacali, ai mesi e alle tribù derivate dai figli di Giacobbe avuti dalle due mogli, Lia e Rachele e delle rispettive serve, Zilpa e Bila, ma non v'appare quella di Levi e quella di Giuseppe è sostituita dalle tribù dei suoi discendenti Efraim e Manasse.
  • "he" , segno Ariete , mese "Nisan", tribù di Giuda figlio di Lia ''loderò IHWH'';
  • "vav" , segno Toro , mese "Iyar" già "Ziv", il II dopo Nisan, tribù di Issachar figlio di Lia. "È un salariato", collegato alla "vav" forse per la profezia in Genesi 49,14 "è un asino robusto" soggetto al bastone;
  • "zayin" , segno Gemelli , mese "Sivan", tribù di Zabulon, figlio di Lia "Dio mi ha fatto un bel regalo";
  • "chet" , segno Cancro , mese "Tamuz", tribù di Ruben primo figlio di Lia "guarda un figlio";
  • "tet" , segno Leone , mese "Av", tribù di Simeone, secondo figlio di Lia, "IHWH mi ha udito";
  • "yod" , segno Vergine , mese "Elul", tribù di Gad, figlio di Zilpa serva di Lia che gridò "così mi diranno felice!";
  • "lamed" , segno Bilancia , mese "Tishrì", tribù di Ephraim secondo figlio di Giuseppe ma adottato da Giacobbe (Genesi 48,12-14) come primogenito;
  • "nun" , segno Scorpione , mese "Cheshvan", tribù di Manasse primo figlio di Giuseppe;
  • "samekh" , segno Sagittario , mese "Kislev", tribù di Beniamino, secondo figlio di Rachele, figlio della destra;
  • "a'yin" , segno Capricorno , mese "Tevet", tribù di Dan figlio di Bila serva di Rachele che esclamò "IHWH mi ha fatto giustizia";
  • "tzad" , segno Acquario , mese "Tshevat", tribù di Aser secondo figlio di Zilpa serva di Lia che alla sua nascita disse: "così mi diranno felice!";
  • "kuf" , segno Pesci , mese "Adar", tribù di Naftali figlio di Bila serva di Rachele, "rivalità tra sorelle".
Il numero "gimatrico" dell'insieme di queste 12 lettere è 445 e il relativo numero sintesi è 4, numero che ricorda i 4 elementi fisici delle cose della terra che nelle culture contemporanee erano terra, aria, acqua, fuoco.
Questi tre gruppi di lettere sono riportati nei tre cerchi concentrici indicati nella figura seguente con le lettere madri nel cerchio più interno che è il "cerchio magico" proprio della pienezza, poi il cerchio cielo dei "pianeti" e, infine, della terra.


Lettere ebraiche secondo il "Sefer Yetzirah"

Queste idee suscitate dal "Sefer Yetzirah" sul potere delle lettere ebraiche, che come pezzi di un meccano con il loro potere di creare sinapsi vitali sotto le mani di Dio avrebbero contribuito alla creazione, hanno indotto nel passato alcuni mistici ebraici a cercare di provare di fare altrettanto con l'uso di quelle lettere, ma su ciò ci soffermeremo più avanti.
Da quanto evidenziato discendono alcune considerazioni.

Il segno "he" , 5a lettera dell'alfabeto, è come una finestra e pare proprio indicare "apertura" che consente uno sguardo sull'esterno, sul mondo quindi, entrare, uscire, aprirsi e simili.
Questo segno è associato al mese di Nisan e al segno dell'Ariete, quindi alla Pasqua, al sacrificio dell'agnello e all'apertura del Mar Rosso; inoltre, è associato alla tribù di Giuda , a mio parere proprio, perché in quella occasione "il Signore () Aiutò con una apertura ".

Il nome di Dio, IHWH in ebraico è formato da quattro lettere ed è detto "il Tetragramma" Sacro.
Il suo valore numerico è = ( = 5) + ( = 6) + ( = 5) + ( = 10) = 26.
Il numero sintesi è 8.

La prima lettera è la "IOD", valore numerico 10, sommatoria dei primi 4 numeri naturali 1+2+3+4.
Numero sintesi 1 come "'Alef".
Il 10 viene dopo il 9 ed è come da questo partorito.
La lettera n 9 la , infatti, nella tradizione è un utero.
La "IOD" e il segno zodiacale della Vergine.
Il nome di Dio, si potrebbe dire, incomincia con la Vergine.

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