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RICERCHE DI VERITÀ...

 
DAL TORCHIO DEL GETSEMANI A QUELLO DELLA CROCE

di Alessandro Conti Puorger
 
 

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VESTITO DI ROSSO
È il momento di parlare dell'importante brano Isaia 63,1-6 che è una evidente profezia, una visione apocalittica calzante sia per il momento del combattimento di Gesù al Getsemani, sia per quello alla fine dei tempi.
Questa "agonia" del Getsemani in definitiva è l'inizio del combattimento conclusivo del Messia contro il male che terminerà con la sua seconda venuta nella gloria.
Un combattimento finale, peraltro, è profilato sia dall'ebraismo, sia dal testo cristiano dell'Apocalisse.
Per l'ebraismo, infatti, nel periodo precedente alla venuta del Messia (la venuta finale nella gloria, aggiungerebbe un cristiano) vi sarà una grande guerra di Gog e Magog contro Israele (il nuovo Israele aggiungerebbe pure quel cristiano) derivante dalla profezia di Ezechiele 38,2.
(Vedi: "Il combattimento finale: Gog e magog")

Del resto anche la Regola della Comunità dei monaci di Qumran parla della vittoria finale contro il male.
Allora, cosa collega questo brano di Isaia al Getsemani?
Il brano dice di un torchio, di un tino, di sangue, di essere lasciato solo e in modo celato, ma ripetuto, come vedremo, parla anche di tradimento e di altro e il tutto che ci porta a quel giardino del Getsemani e alle vicina valle del Cedron ritenuto quale luogo del giudizio finale, immaginato da Zaccaria 14,4 e di cui ho detto alla fine del primo paragrafo di quest'articolo.
Di questo brano di Isaia 63 riportai una decriptazione, che suona benissimo, relativa all'epopea del Messia in "Mangiare dell'albero della vita" e in "Spirito Santo e Santità. La grazia portata dal Messia", ma ora l'ho integralmente rivisitato.

Del resto la Parola di Dio ha 70 facce come un prezioso diamante, infatti, il "taglio radiante" per tali preziosi può avere anche forma quadrata o rettangolare, con un numero di sfaccettature che va da 62 a 70.


In Esodo 34,27, infatti, "Il Signore disse a Mosè: Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un'alleanza con te e con Israele."
Quanto in grassetto "perché sulla base di" è "ki a'l pi" , si può leggere "cosi fu coperta - rivestita - camuffata quella che è "... la mia alleanza.

Allora, qual è in verità tale alleanza?
Quelle poche lettere già la rivelano.

"Ki a'l pi" "con la rettitudine spazzerà () il serpente il mio Verbo " o anche "perché dall'alto il mio Verbo sarà "... nella carne.

Nel Talmud su questo versetto dell'Esodo, in effetti, c'è una certa tensione come trapela da questo commento: "Rabbì Chaggai, in nome di Rabbì Shemuel bar Nachman, dice: Sono state dette delle parole oralmente (letteralmente "per bocca") e sono state dette delle parole per iscritto. Noi non sappiamo quali siano, delle due, le più preziose. Ma per il fatto che sta scritto: Perché sulla base (letteralmente "per bocca") di queste parole io ho contratto un'alleanza con te e con Israele (Esodo 34,27), si deve dire che le più preziose sono quelle orali." (j.Peah 2, 4; 17a)

Il commento è perfetto, solo che "Pi" è il mio Verbo, incarnatosi secondo il credo cristiano in Gesù di Nazaret.
Lui il quale è la vera Torah orale che da il compimento a quella scritta come dice nel "Discorso della montagna": "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge (Torah) o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti (che dà Lui oralmente) anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli." (Matteo 5,17-19)

I saggi del Talmud insegnano che la Torah e poi il Tanak, racchiuda significati più profondi di quanto traspaia superficialmente dalla rivelata o Nigleh, infatti, affermano, potrebbero essere scritte storie più articolate, e quella descritta è una veste del vasto significato recondito o Nistar.
Lo "Zohar" testo della tradizione ebraica conta 70 differenti facce della Torah corrispondenti alle 7 Sefirot successi ve alle prime tre del "Keter" o corona, ciascuna delle quali presenta nuovamente tutte le 10 Sefirot.
Del resto esistono 4 livelli esegetici individuati nell'acronimo della parola "Pardes":"Peshat","Remez","Darash" e "Sod".
(Vedi: "Tensione dell'ebraismo ad una Bibbia segreta" e il mio metodo di decriptare pu˛ rientrare nel tipo di esegesi "Sod" = Segreto)

Il brano Isaia 63,1-6 nella traduzione C.E.I. 2008 di Isaia 63,1-6 è il seguente:

Isaia 63,1 - Chi è costui che viene da Edom, da Bosra con le vesti tinte di rosso, splendido nella sua veste, che avanza nella pienezza della sua forza? Sono io, che parlo con giustizia, e sono grande nel salvare.

Isaia 63,2 - Perché rossa è la tua veste e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?

Isaia 63,3 - Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me. Li ho pigiati nella mia ira, li ho calpestati nella mia collera. Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti e mi sono macchiato tutti gli abiti,

Isaia 63,4 - perché il giorno della vendetta era nel mio cuore ed è giunto l'anno del mio riscatto.

Isaia 63,5 - Guardai: nessuno mi aiutava; osservai stupito: nessuno mi sosteneva. Allora mi salvò il mio braccio, mi sostenne la mia ira.

Isaia 63,6 - Calpestai i popoli con sdegno, li ubriacai con ira, feci scorrere per terra il loro sangue.

C'è molto rosso, sangue d'uva e sangue dei popoli pestati, calpestati dall'ira e dalla collera; una vicenda truculenta ove, pare aver lavorato la spada.

Non dimentichiamoci chela lotta è spirituale come dice la lettera agli Efesini 6,12 "La nostra battaglia, infatti, non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti" e come conferma Gesù a Pilato durante il processo (Giovanni 18,36) e la spada che ha lavorato è, allora, la parola di Dio, "Infatti, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio" (Ebrei 5,12) e la parola spada in ebraico "choeroeb" ricorda l'Oreb il monte inciso e la teofania di IHWH.

Più volte la "spada", allusiva di un combattimento esce nei Vangeli alla fine dell'ultima cena e nel racconto dell'agone di Gesù al Getsemani.

In Isaia 34,6 si legge "La spada del Signore è piena di sangue, è imbrattata di grasso, del sangue di agnelli e di capri, delle viscere grasse dei montoni, perché si compie un sacrificio al Signore a Bosra, un grande massacro nella terra di Edom" e il discorso sulla spada ci riporta all'Apocalisse di Isaia di cui ho detto e ai versetti sulla vigna 24,7 relativo a "qirat tohu" , la città del nulla o del caos e 27,2-5 sulla sconfitta del male... il Leviatano.

Un abitante, un uomo della città del nulla sarebbe definito come "'ish qirat" e visto in tal modo pare addirittura alludere a Giuda lscariota!
L'attenzione poi va portato sul "pigiare", verbo che nel brano si ritrova 3 volte come ho evidenziato in rosso, una volta nel versetto 2 e due volte nel 3.
Il verbo usato per "pigiare" è che significa anche camminare, calpestare e da cui viene "doeroek" "strada, via, cammino".
Al riguardo viene dubito in mente che in Giovanni 14,6 disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita"... quindi quel pigiare viene da Lui.
Vediamo come dice in ebraico nei due versetti e commentiamoli alla luce di Gesù Cristo:
  • Isaia 63,2 - "come quelli di chi pigia nel torchio " "kedorek begat" e leggendo le singole lettere "nella retta via dentro camminando col Crocifisso ";
  • Isaia 63,3a - "Nel tino ho pigiato" "porah deraketti" "Il Verbo porterà un corpo nel mondo in cammino ; tutti Saranno ";
  • Isaia 63,3b - "pigiati nella mia ira" "'itti ve'oederekem bapi'" "verrà () ad essere portata del magnifico la rettitudine ai viventi , dentro a ricominciare per il Verbo sarà ".
Questo personaggio di Isaia 63,1 pare venire da: "Edom da Bosra con le vesti tinte di rosso".
E, IHWH che viene a Sion per regnare come dice poco prima lo stesso Isaia in 62,10ss "dite alla figlia di Sion: Ecco arriva il tuo salvatore (Gesù )" ove per salvatore è proprio scritto Gesù .

IHWH alla fine dei tempi, dice Isaia, verrà da Edom e precisamente da Bozra e si recherà a Sion per regnare e farà un giudizio su tale popolo e contro tutti i popoli, che hanno rifiutato di associarsi a Lui.
Dò per scontato quanto è stato detto su Edom popolo e territori che ricorda l'inimicizia di Esau detto Edom il rosso e Giacobbe - Israele e Bozra che era una città dove erano vissuti vari re di Edom (Genesi 36,31-43) e tutta la tensione di inimicizia che evoca quel territorio e quel popolo verso gli Israeliti.
La Bibbia spiega in due modi il nome "Edom" per Esaù:
  • Genesi 25,25 - al momento della sua nascita: "Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù";
  • Genesi 25,30 - per la minestra di lenticchie che da Giacobbe fu barattata con la primogenitura, infatti, Esaù: "Disse a Giacobbe: "Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito - Per questo fu chiamato Edom."
Dalla Bibbia il popolo di Edom è fatto derivare dalla discendenza di Esaù ed è il nemico di sempre, il nemico perpetuo secondo Amos 1,11.12: "Così dice il Signore: Per tre misfatti di Edom e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna, perché ha inseguito con la spada suo fratello e ha soffocato la pietà verso di lui, perché la sua ira ha sbranato senza fine e ha conservato lo sdegno per sempre. Manderò il fuoco a Teman e divorerà i palazzi di Bosra."
il nemico escatologico, finale Isaia 34,5.6 e Abdia 1,17-21.
Il paese degli Edomiti era a sud d'Israele e di Moab verso la penisola del Sinai; giungeva a Eilat, il porto sul Mar Rosso (Deuteronomio 1,2 e 2,1-8) un territorio ove sono predominanti rocce di colore tendente al rosso per cui Edom = Rosso.
L'antica capitale di Edom, infatti, era "Botzrah" (Genesi 36,33)
I discendenti di Esaù s'insediarono in queste terre dopo averne cacciato gli Hurriti ed era detta "terra di Seir".


Mappa della Palestina nell'800 a.C.

Questa vendetta di IHWH contro gli Edomiti avverrà a causa della loro slealtà verso gli Israeliti quando si rallegrarono della distruzione di Gerusalemme da parte di Babilonia e si unirono a depredare il popolo fratello.
Si legge, infatti, nei seguenti passi:
  • Salmo 137,7 - "Ricordati, Signore, dei figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: Spianatela, spianatela, fin dalle fondamenta!"
  • Ezechiele 25:12 - "Così parla il Signore, Dio: Poiché quelli di Edom si sono crudelmente vendicati della casa di Giuda e si sono resi gravemente colpevoli, vendicandosi di essa."
  • Ezechiele 35,15 - "Siccome ti sei rallegrato perché l'eredità della casa d'Israele era devastata, io farò lo stesso di te: diventerai una desolazione, o monte Seir, tu e Edom tutto quanto; e si conoscerà che io sono il Signore".
  • Abdia 10-13 - "A causa della violenza fatta a tuo fratello Giacobbe, tu sarai coperto di vergogna e sarai sterminato per sempre. Quel giorno tu eri presente, il giorno in cui gli stranieri portavano via il suo esercito, e i forestieri entravano per le sue porte e tiravano a sorte su Gerusalemme; anche tu eri come uno di loro. Ah! non gioire per il giorno della sventura di tuo fratello. Non ti rallegrare per i figli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non parlare con tanta arroganza nel giorno dell'angoscia. Non passare per la porta del mio popolo il giorno della sua sventura ; non gioire, anche tu, della sua afflizione il giorno della sua sventura; non metter le mani sul suo esercito il giorno della sua sventura."
Tornando al Getsemani, ossia al tema d'interesse del mio studio, sono da evidenziare alcune parole importanti:
  • c'è un termine insolito, "chamutz" usato per "tinto di rosso" che si trova solo qui e nella forma e "chamotz" per "oppressi" in Isaia 1,17, termine che viene dal radicale di "fermentare, inacidire"...
  • il torchio "get" si trova alla fine del versetto 2 e porta al Getsemani;
  • il tino "purah" al versetto 3, plausibile che vi fosse anche in quel podere;
  • nel testo si trovano due tipi di vesti "begadim" - "bagadi" - (versetti 1,2 e 3) e "lebusho" (versetti 1,2 e 3)
  • due volte, versetto 1 e 5 c'è verbo salvare nella forma "hoshia'" che ricorda il nome di Gesù .
  • angue "netzach" ricordato con tale significato solo in questo brano nei versetti 3 e 6 è evidentemente un sangue particolare essendo usato solo qui da Isaia, un fiotto di energia, un nettare divino, un fiotto di sangue come vino spremuto da un grappolo pigiato da cui esce il succo dell'uva rossa, appunto, "energia che scende se stretto ", ossia altre volte ha il senso di gloria, splendore (Isaia34,10) forza, vigore e anche eternità (Salmo 74,3), in eterno, per sempre e la Bibbia dei LXX scrive "informazione di sangue"
Ora, m'interesso delle lettere ebraiche con cui sono state scritte le prime parole di Isaia 63,1 che riporto senza puntatura delle vocali:

"Edom da Bosra con le vesti tinte di rosso".



Mi rendo conto che la prima parola "me'adom" che si traduce "da Edom" la posso pensare anche come scritta + e è "forza", il che e cambierebbe significato "In forza si portarono ...".
La parola "vesti" "begadim" , esalta il radicale del verbo "tradire", allora, "tradito sarà da un vivente ".
Mi rendo poi conto che da Bozra se si scrive + + evidenzia il radicale del verbo "recintare, chiudere serrare" da cui recinto e "ovile" o "recinto sicuro" "batzerah" come si trova in Michea 2,12: "Certo ti radunerò tutto, o Giacobbe; certo ti raccoglierò, resto d'Israele. Li metterò insieme come pecore in un recinto sicuro (batzerah ), come una mandria in mezzo al pascolo, dove muggisca lontano dagli uomini."

Accade però che è anche radicale di verbo che significa "vendemmiare" come in Levitico 25,5 e "batzir" è "vendemmia" in Levitico 26,5 il che dimostra ancora una volta come ogni parola sia studiata attentamente per fare un discorso con vari significati passando dal materiale del vendemmiare allo spirituale del far uscire il loro succo - sangue "natsekam" ossia affinché "dell'angelo (ribelle) scenda il veleno ()".
A questo punto provo a leggere il complesso in altro modo: "In forza si portarono per cancellarlo () dalla vita .
Si portarono su per un tradimento .
Fu di un vivente che viveva nell'ovile ."
A questo punto basta aggiungere degli incisi che appongo in rosso: "In forza, con soldati, lanterne, armi e bastoni, si portarono per cancellarlo dalla vita. Si portarono su al monte degli Ulivi per un tradimento. Fu di un vivente, Giuda Iscariota, che viveva nell'ovile degli apostoli."

Che gioia vedere compiuta in Gesù questa profezia quando alla luce della risurrezione, certamente, cosi la lessero i cultori della parola che cercavano tracce sul Messia in tutta la Tenak.
Che ciò sia avvenuto lo prova il testo in Apocalisse 19 ove si legge: "Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all'infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio." (Apocalisse 19,11-13)

Ancora, al versetto Isaia 63,3 "Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me", i fatti del combattimento di Gesù durante la "passione" raccontati dai Vangeli hanno confermato l'abbandono da parte dei discepoli.
Al versetto 4, poi quando dice:
  • il giorno della vendetta era nel mio cuore" ove vendetta è "naqam" quindi era nel mio cuore il giorno di "dichiarare innocenti () i viventi ".
  • "è giunto l'anno del mio riscatto", in ebraico "shenat ge'uli ba'ah", ma "riscatto" è "ge'uli" che si può dividere in + , e, allora, "gavah" () è "l'orgoglio, la superbia" per cui accadrà che il Signore "la risurrezione invierà , finirà la superbia - orgoglio (). Il serpente , che è dentro dalle origini , uscirà ".
Un'ultima considerazione: quelle tre volte che viene usata nei primi tre versetti la parola "lebusho" è relativa alla veste del Signore.
Perché il Signore portava quella veste?
Il Signore ha assunto l'umanità con cui ha rivestito la propria divinità per amore, e il suo corpo serviva da veste "lebusho" , ma "nel cuore portava una simile ()", in quanto, il nuovo Adamo aveva in sé la Donna del cuore che uscì dalla croce, la fidanzata che difese al Getsemani!

La profezia in Isaia 65,8s, di cui ho scritto agli inizi e che ripeto, conferma tutto il discorso quando: "Dice il Signore: Come quando si trova succo in un grappolo, si dice: Non distruggetelo, perché qui c'è una benedizione, così io farò per amore dei miei servi, per non distruggere ogni cosa. Io farò uscire una discendenza da Giacobbe, da Giuda un erede dei miei monti. I miei eletti ne saranno i padroni e i miei servi vi abiteranno."

Ora, pensando al "grappolo" Cristo ne viene fuori in tutta evidenza che quella benedizione "berakah" può leggersi "da dentro un corpo - popolo - Chiesa di retti esce "; vi era dentro la Donna - Sposa.
San Paolo nella lettera agli Efesini scrive:
  • Lettera agli Efesini 1,23 - su Cristo che la Chiesa "è il corpo di lui".
  • Lettera agli Efesini 5,32 - "Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!"
Dopo la Sua morte e risurrezione, gli eletti, i nati dalla Chiesa: "Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello." (Apocalisse 7,14)

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