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LA GRANDE PESCA PER IL REGNO DEI CIELI

di Alessandro Conti Puorger
 
 

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SULLA RIVA DEL MARE »
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LI FECE SEDERE SULL'ERBA
Tutti e quattro i Vangeli sono concordi sul fatto che Gesù moltiplicò pani e pesci e sia quello di Matteo, sia quello di Marco presentano due diversi episodi.
Vediamo nei Vangeli quanto dicono in occasione di tali eventi.
Tanto e sotto vari profili si può dire e dedurre su tali episodi, ma qui sottolineo solo gli aspetti inerenti la tematica in argomento, quello della grande pesca.

Prima di iniziare ricordo che in ebraico la parola "pane" si dice "loechoem", mentre "guerra, combattimento" si dice "lachem", quindi, salvo la vocalizzazione diversa, quei due termini hanno le stesse lettere formative , perciò è facile con un termine alludere all'altro e viceversa.

Il pane che Lui il Messia da, è pane di vita eterna cioè forza, vigore per la vita , perché combatte e vince chi attenta alla vera vita dell'uomo e riesce a vincere la natura ribelle che in lui si annida, il peccato originale, "aiutandolo a camminare " con Dio, divenendo così un pescato da Lui, facendolo uscire dalla schiavitù e rendendolo un suo pesce "dag" , anche lui figlio di Dio come allude in greco il termine per pesce , acronimo di " " - "Iesùs Christòs Theù HYiòs Sotèr" - "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore".


Riporto i testi dei racconti relativi nei Vangeli con alcune evidenziazioni in grassetto e in rosso.

Matteo - 1° episodio 14,14-21 - "Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare. Ma Gesù disse loro: Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare. Gli risposero: Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci! Ed egli disse: Portatemeli qui. E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini."

Subito dopo Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla, poi salì sul monte a pregare, quindi ci fu l'episodio del miracolo di Gesù che apparve ai discepoli come un fantasma camminando sulle acque mosse da gran vento.

Matteo - 2° episodio 15,29-38 - "Gesù... giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì... Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino. E i discepoli gli dissero: Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande? Gesù domandò loro: Quanti pani avete? Dissero: Sette, e pochi pesciolini. Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini."

Marco - 1° episodio 6,32-44 - "Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare. Ma egli rispose loro: Voi stessi date loro da mangiare. Gli dissero: Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare? Ma egli disse loro: Quanti pani avete? Andate a vedere. Si informarono e dissero: Cinque, e due pesci. E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini."

Poi prosegue come in Matteo 1° episodio col miracolo di Gesù che cammina sul mare.

Marco - 2° episodio 8,1-9 - "In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano. Gli risposero i suoi discepoli: Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto? Domandò loro: Quanti pani avete? Dissero: Sette. Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò."

Luca 9,10-17 - "Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsaida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta. Gesù disse loro: Voi stessi date loro da mangiare. Ma essi risposero: Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente. C'erano, infatti, circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa. Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste."

Giovanni 6,1-13 - "Dopo questi fatti, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare? Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente? Rispose Gesù: Fateli sedere. C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato."

Riassumendo in prospetto si ha:


C'è perfetta convergenza nei 4 Vangeli che raccontano tutti lo stesso episodio con gli stessi numeri - pani 5, pesci 2, per 5000 uomini col resto di 12 ceste pari al numero delle 12 tribù d'Israele.
Matteo e Marco ne riportano anche un altro con 7 pani, vari pesci, per 4000 uomini col resto di 7 ceste ove sono esaltati in variante i numeri 7 e 4.

Ora, secondo la "Torah", tutta l'umanità è suddivisa in:
  • i figli di Israele, i discendenti del patriarca Giacobbe cui è chiesta l'osservanza dei 613 precetti di cui è composta la legge mosaica;
  • i figli di Noè, eredi delle settanta nazioni originarie del mondo che debbono rispettare un sistema morale o religione naturale denominato noachismo, antico come l'umanità.
In "Dieci parole, distintivo di chi ha Dio per alleato" scrivevo sulle leggi noachiche: Il Talmud (Sanhedrin 56a/b) sostiene che, prima della rivelazione sul Sinai, ad Adamo ed a Noè furono date 7 leggi (Gen. 9 per Yebamot 62a) noachiche da rispettare da parte ogni uomo per non fallire il progetto esistenziale:
  • la prima è l'obbedienza alle autorità` e l'osservare la giustizia sociale che si sintetizza in "costituire tribunali";
  • le altre 6 sono non commettere idolatria, non bestemmiare, non avere rapporti sessuali illeciti, non commettere omicidio, non commettere furti, non smembrare un animale vivo.
Del resto varie norme simili si trovano nell'antico codice del re babilonese Hammurabi che regnò dal 1792 a.C. al 1750 a.C..

La lettera apostolica inviata alle prime comunità` cristiane nate trai i pagani sulle astensioni minimali da parte di quelli che volevano aderire alla Chiesa nascente pare ricordare tali osservanze minimali quando chiede: "Astenetevi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dall'impudicizia" (Atti 15,20), il che fa capire come quanto nel Talmud su quelle leggi universali era un pensiero comune ai tempi di Gesù.

Quei numeri del secondo episodio della moltiplicazione dei pani in Matteo e Marco, allora, in definitiva col 4 alludono a tutti i popoli compresi nei 4 angoli della terra e col 7 ai precetti dell'alleanza di Noè e alle 70 nazioni.

Gesù stesso in quei Vangeli fa comprendere che c'è un motivo dietro al fatto che fece quei due diversi miracoli, non lo spiega però perché la motivazione in quei tempi era evidentemente ben intendibile, infatti, conclude con "Non comprendete ancora?" come dice in Marco 8,13-21; Matteo 16,5-12: "Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l'altra riva. Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane (Gesù Cristo). Allora egli li ammoniva dicendo: Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode! Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via? Gli dissero: Dodici. E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via? Gli dissero: Sette. E disse loro: Non comprendete ancora?"

Siamo là, dove dice la tradizione, in alto sopra Cafarnao, dalla parte di Tiberiade; solo Luca parla di Betsaida casa dei pescatori come dice quel nome.
I Vangeli sono concordi, la zona dove avvengono i miracoli è lontana da centri abitati, e la chiama "deserto", per ricordare l'Esodo e l'episodio della manna.

Quei Vangeli presentano Gesù che si commuove a vedere la folla, alza gli occhi pieni di misericordia, la vede che è senza guida, senza nocchiero, senza pastore, senza un Noè che li salva, e questo commuoversi richiama tutto quanto ho accennato a partire dal tema del verbo ebraico e al profeta Naum e alla profezia della incarnazione che implica.

In definitiva là, al villaggio di Naum, il villaggio della compassione, Gesù si commuove!
Ricordo che Naum dice di se stesso in Naum 1,1 che era di "Elkos o Elcos", in ebraico "'Oelqoshi" .

C'è un particolare interessante e sappiamo che ogni parola non è messa a caso nei Vangeli, ma lo è per qualche significato che allora si capiva bene e che forse oggi non riusciamo a cogliere a pieno.

Tutti i Vangeli dicono che in occasione della moltiplicazione dei pani fece sedere la folla e salvo Luca gli altri precisano che li fece sedere sull'erba perché, specifica il Vangelo di Giovanni "C'era molta erba in quel luogo"!
A questo punto è opportuno ricordare un brano del profeta Amos 7,1-3 che parla di perdono in questo modo e cita l'erba e il radicale : "Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: quando cominciava a germogliare la seconda erba , quella che spunta , dopo la falciatura per il re, egli formava uno sciame di cavallette. Quando quelle stavano per finire di divorare l'erba della regione, io dissi: Signore Dio, perdona! Come potrà resistere Giacobbe? È tanto piccolo. Il Signore allora si ravvide (, quindi, si commosse): Questo non avverrà, disse il Signore." e ivi in quel "Signore Dio, perdona" per perdonare scrive e le lettere propongono un "riempili di vigore ", quindi, dice: Signore, dagli il vigore per vivere.

Ed ecco, nel rispetto di questa profezia il Signore Gesù, si commuove a CafarNaum che richiama il perdono "cafar" e là dà il pane per fornire loro "il vigore della vita ".

Vi si parla poi di erba e in quei tre versetti di Amos si trovano due tipi d'erba:
  • l'erba della regione "e'shoeb" , che stava per finire mangiata dalle cavallette, che allude a "li vede stare in esilio ()";
  • l'erba che stava per spuntare, un'erba nuova e, lo ripete due volte nel testo, che chiama "loeqoesh" .
A questo punto, ecco il collegamento è avvenuto.
Si è veramente al paese di Naum, "Elkos o Elcos", "'Oelqoshi" dove la "prima erba c'è ", infatti, là Gesù, che è "Dio , versa i doni ".

Grande importanza assumono le parole di:
  • Deuteronomio 11,13-15 - "Ora, se obbedirete diligentemente ai comandi che oggi vi dò, amando il Signore vostro Dio e servendolo con tutto il cuore e con tutta l'anima, io darò al vostro paese la pioggia al suo tempo: la pioggia d'autunno e la pioggia di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo frumento, il tuo vino e il tuo olio; farò anche crescere nella tua campagna l'erba per il tuo bestiame; tu mangerai e sarai saziato."
  • Osea 6,3 - "Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l'aurora. Verrà a noi come la pioggia di autunno, come la pioggia di primavera, che feconda la terra."
  • Zaccaria 10,1 - "Chiedete al Signore la pioggia tardiva di primavera; è il Signore che forma i nembi, egli riversa pioggia abbondante, dona all'uomo il pane, a ognuno l'erba dei campi."
In questi brani si trova sempre "Maleqosh" per "primavera".
In quel posto Gesù aveva portato a chiarito le norme della Torah col discorso della montagna, delle beatitudini, come dono per la nascita dell'uomo nuovo e là allarga le reti per la pesca di quelli da trasformare.

Da Matteo 13,1-2 viene raccontato che sempre a Cafarnao "...Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia" e tra l'altro disse loro: "...il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti." (Matteo 13,47-50)

E subito dopo proseguì e concluse: "Avete compreso tutte queste cose? Gli risposero: Sì. Ed egli disse loro: Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche." (Matteo 13,51s)

E chiama in gioco gli scribi divenuti cristiani a rivelare i segreti della Sue parole. Tutto ciò ha come conclusione in Giovanni 21,1-6 la pesca miracolosa dopo la Sua risurrezione che annuncia l'evangelizzazione del mondo: "Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: Io vado a pescare. Gli dissero: Veniamo anche noi con te. Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: Figlioli, non avete nulla da mangiare? Gli risposero: No. Allora egli disse loro: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci."

Erano in 8 con Gesù, il Noè che era stato profetizzato dal midrash del diluvio, con gli altri 7, tutti i popoli, salvati dall'arca, la barca di Pietro, la Chiesa di Cristo.

a.contipuorger@gmail.com

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