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RICERCHE DI VERITÀ...

 
IL GRANDE GIORNO DI DIO

di Alessandro Conti Puorger
 
 

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QUEL "GIORNO" NEI VANGELI
Pietro, Giacomo e Giovanni apostoli del Signore Gesù come Mosè e Elia anche loro ebbero una visione su un monte, che la tradizione ritiene sia il "Tabor" e videro una figura di luce, Gesù trasfigurato. Sentirono poi da una nube luminosa una voce che li rese idonei all'ascolto dell'insegnamento dell'inviato dal Padre e i Vangeli sinottici sono concordi nel ricordare l'evento che riporto secondo il racconto dal Vangelo di Matteo 17,1-8: "Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo. All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: Alzatevi e non temete. Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo."

Tabor in ebraico ha in sé anche l'idea che vi viene "indicato il figlio ".

Subito dopo in Matteo 17,9 attesta che: "Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti."

Nello stesso capitolo Matteo 17, ai versetti 22 e 23 si trova che Gesù disse: "Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà."

Perché il terzo giorno?
Storicamente alle tre del "pomeriggio" del venerdì 28 aprile del 30 d.C., l'uomo Gesù di Nazaret morì in croce, ma tre giorni dopo, il 30 dello stesso mese e anno, risuscitò come riferiscono i Vangeli, rivelando la propria natura divina per cui è venerato dai cristiani quale Messia atteso, il Figlio Unigenito della stessa sostanza di Dio Padre, uniti tra loro dallo Spirito Santo nella SS. Trinità.

L'evento prova e segnala l'irruzione del divino nella storia dell'uomo e corrisponde proprio alle ore tre del pomeriggio del settimo giorno della creazione come ho detto in "Tempo-eternità".

Riferendoci alle tappe della creazione accadde che dopo il peccato di Adamo e la sua morte ci fu la notte del giorno 6° finché Dio aprì il giorno 7°, quello del Suo riposo in cui si astenne di operare nelle cose fisiche che aveva terminato, ma s'interessò di portare a compimento la "schiera" degli uomini.
In questo 7° giorno Dio non desistette dal proprio piano, sarebbe andato alla ricerca dei discendenti del primo uomo che ormai avevano scelto le tenebre e si ritenevano solo dei "primati"... i più importanti tra gli animali.
Per il Creatore l'uomo ora era come una pecora perduta nella notte e la Sua intenzione fu di riportarlo a sé e santificarlo per cui scese dal Suo trono celeste e lo andò a cercare nel mondo facendosi uomo.

I quattro Vangeli canonici riportano vari episodi della discussione in più riprese tra Gesù e gli ebrei del suo tempo aspramente critici che faceva miracoli in giorno di sabato, quando loro invece applicavano un rigido riposo.

Tra tali episodi sul come il Rabbi Gesù interpretava il "sabato" è particolarmente chiarificatore il seguente in Matteo 12,9-12: "...andò nella loro sinagoga; ed ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Per accusarlo, domandarono a Gesù: È lecito guarire in giorno di sabato? Ed egli rispose loro: Chi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l'afferra e la tira fuori? Ora, un uomo vale ben più di una pecora! Perciò è lecito in giorno di sabato fare del bene."

Il Vangelo di Giovanni poi in 7,23s, sempre sul sabato interpretato rigidamente dagli ebrei come giorno di riposo senza entrare nel merito della sua istituzione che è il trionfo dell'amore sulla creazione, quindi di un memoriale per far presente il Regno dei cieli che irrompe nella vita umana, propone queste parole di Gesù: "Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!"

Lo scopo dei Suoi miracoli non riguarda, infatti, la guarigione del singolo, ma che si comprenda il messaggio; il Suo intervento riguarda il guarire interamente l'uomo.
Del resto, "Il Figlio dell'uomo è signore del sabato" (Luca 6,5)

Due temi si presentano collegati strettamente ai "giorni" della creazione:

  • la risurrezione del terzo giorno;
  • il giudizio.
Per l'ebraismo e il cristianesimo i due eventi si faranno presenti alla fine del 7° "giorno", in uno "Shabbat Shabbaton Gadol" in cui ci sarà la risurrezione per tutti.
In definitiva, ad Adamo, formato da Dio, ma morto nello stesso 6° giorno della "creazione", i cui discendenti anche loro da allora muoiono a causa del peccato d'origine, accadrà che nel terzo "giorno" dalla nascita e dalla morte sarà nella vita eterna dopo aver detto sì al suo Creatore e Padre alla fine del 7° per entrare nell'8°, il giorno senza tramonto, nel Suo Regno, quale essere perfetto, desiderato e prediletto.
Tutto ciò avverrà grazie al Messia redentore, il primo tornato dai morti, risorto nel terzo giorno dopo la morte in croce.
Il demonio, il negativo di Dio, pare proprio essere stato consentito dal Creatore per la libera scelta dell'uomo che altrimenti sarebbe solo un robot di carne senza una propria autonomia e non sarebbe a somiglianza di Dio.
Il tempo poi viene a risultare è un atto di misericordia del Signore per consentire il pentimento e la redenzione ed evitare all'uomo una punizione eterna, infatti, alla fine del tempo concesso all'umanità per la scelta, avendo ormai il demonio assolto la propria funzione, sarà eliminato.
Come in Genesi 3 la maledizione fu solo per il serpente, anche il giudizio finale sarà solo nei suoi confronti e produrrà la conclusiva condanna di lui e della sua stirpe e in ogni uomo sarà distrutto ciò che non è secondo Dio, ossia l'amore vero che è la Sua essenza.

Ogni uomo sarà potato di quanto contrario allo stato divino in cui sarà stato accolto e, a tale riguardo assumono particolare vivida chiarezza le parole di Gesù in Giovanni 15,1-8: "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli."

Seguiremo, quindi, sui Vangeli questi due temi, giudizio e risurrezione.

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